Lost & Found Podcast | S. 01 Ep. 01

Una sola cosa è certa nella vita: la morte. Le leggende sui personaggi maledetti del mondo della musica si sprecano e tutte, o quasi, ruotano attorno a questo tema: la morte. O presunta tale.

I primi non potevano essere che loro, i più grandi di tutti, i pionieri della musica moderna, i Beatles. Non c’è nulla, ma proprio nulla, che abbia avuto un impatto sulla cultura di quei tempi, e forse anche sui nostri, tanto roboante quanto quello dei Beatles. Basti pensare alla domanda che tutti i fan degli scarafaggi si pongono: non, come più romanzato, se eri un Beatle o uno Stone, giocando sulla dualità delle band che dominavano in quel periodo. Si andava all’interno degli stessi Beatles, e l’indagine, forse classificazione, voleva che si scegliesse uno tra Paul e John. Ma questa è un’altra storia…

Bene, secondo la leggenda P.I.D.Paul Is Dead il bassista dei fab-four di Liverpool, Paul McCartney, sarebbe morto. Da più di 50 anni. Non c’è unanimità sulla data, ma si presume che nel 1966 Paul sia rimasto vittima di un violento incidente stradale. La leggenda vuole che i Beatles, all’apice della loro carriera, abbiano tenuto nascosto tutto alla stampa e celebrato un funerale in gran segreto. L’attuale McCartney sarebbe un perfetto sosia, utilizzato dalla band per far sì che il loro mito continuasse indisturbato.

Molti presunti indizi risultano abbastanza fatiscenti, come la canzone Eleanor Rigby che parlerebbe di un funerale e che vorrebbe lo stesso Paul nel ruolo dell’officiante Father McKenzie. Altri sono invece decisamente più suggestivi, come la famosissima copertina dell’album Abbey Road: qui la simbologia è davvero molto forte. Il gruppo attraversa la strada come in un rito funebre, con Lennon vestito da prete ad aprire il corteo, Ringo come porta-bara, George a chiudere il gruppo vestito di tipici abiti da becchino e preceduto da Paul, che cammina vestito di nero, scalzo.

Dettaglio non irrilevante. I Beatles erano appena tornati dall’India, con cui ebbero un rapporto spirituale molto profondo ma estremamente conflittuale. L’India appunto. Una cosa però è curiosa in questo caso: nella cultura orientale, i morti si tumulano scalzi.

Siamo a fine anni ’60 e le voci circa la morte di Paul cominciano a circolare all’impazzata. Perché sì, la storia circolò eccome anche al tempo. Ma dobbiamo immaginarci tempi lontani anni luce dall’era di Internet. Non c’erano prove, solo storie che circolavano, si arricchivano, mutavano. Diventando piano piano leggenda. Voci che circolano, letteralmente.

Una cosa però è certa. Di lì a poco, infatti, i Beatles si sciolsero. Ed è sempre incredibile pensare che i 4 artisti più contaminanti il mondo della musica moderna sono rimasti in attività assieme per poco più di cinque anni. Gli Stones, per giocare di nuovo con il dualismo, hanno tagliato il traguardo dei 50.

Ma cosa ne è e cosa ne sarà allora del Paul Is Dead? Prima o poi, si sa, tocca a tutti, anche a lui, quello falso, o quello vero, comunque colui che oggi porta il nome di Paul McCartney. E allora tutto sarà finito…

Anzi, forse no. Perché, da qualche parte, si comincerà a dire che Paul è ancora vivo.